Chi era Griso?

Griso era il fido "compagno" di Maurizio e dalla sua storia è nata l'idea del "Griso" Club. Griso è stato anche il protagonista di una copertina e di un articolo su MOLOSSI, una delle più importanti riviste Cinofile italiane (n° 16 di Ott/Nov 2002,) che riportiamo di seguito perché spiega benissimo la filosofia dell' approccio con i cani problematici e il perché a LUI sia stato dedicato addirittura un Club di questo genere.

Ringraziamo la redazione di MOLOSSI e in particolare Stefano Nicelli per le foto e l'articolo.

MolossiProtagonisti di questa giornata documentata da Molossi sono Maurizio Ciccanti e il suo Rottweiler di nome Griso. Ciccanti, che è Assistente capo, cinofilo antisabotaggio e di polizia giudiziaria presso la Polizia di Bologna, è poliziotto dal 1985. Dopo varie esperienze in vari settori, dal 1989 è passato ai reparti cinofili, seguendo in questo modo una passione coltivata da sempre. Da 3 anni fa “coppia fissa” con Griso, un bell’esemplare maschio di Rottweiler di sei anni, dal passato tormentato. “Inizialmente” racconta Ciccanti, “lo aveva un proprietario che, oltre a Griso, aveva anche altri cani tra cui un Pastore Maremmano Abruzzese. I problemi di convivenza con gli altri cani emersero quasi subito, inducendo il suo ex proprietario a farne dono alla Polizia di Stato. Oggi Griso è un cane assolutamente diverso da quello che ho conosciuto io. Tutto questo è costato pazienza, determinazione, fatica, ma siamo arrivati al punto che ora Griso riesce a svolgere al meglio un difficile compito di polizia giudiziaria e di controllo pubblico. E si può di certo dire che sia rinato”.

di Stefano Nicelli

 

Ore14Bologna. Le due del pomeriggio di un giorno di fine giugno. Fuori c’è un caldo che scioglie quasi l’asfalto. Io e il fotografo siamo due maschere di sudore, nonostante l’aria condizionata dell’ufficio del reparto Sicurezza della Polizia municipale. C’è attesa e, almeno per noi, anche un po’ di eccitazione. Tra pochi minuti ci raggiungerà Maurizio col suo compagno Griso. Qui lo conoscono tutti l’Assistente capo Maurizio Ciccanti, cinofilo della Polizia di Bologna. E qui tutti vogliono bene a Griso, un Rottweiler di sei anni che probabilmente non andrebbe oltre un Buono alle esposizioni cinofile. Ma qui non ha importanza. È lui il beniamino, il cane poliziotto che è riuscito a lasciarsi alle spalle un passato fatto probabilmente di botte e di lotta per la sopravvivenza con altri cani, per poi rinascere ma questa volta al servizio della collettività. E se tu guardi negli occhi questo cagnone di 40 chili, puoi ancora vedere una luce più opaca di tante altre viste in decine di suoi compagni di razza. Alle due e mezzo finalmente arrivano. È una festa. Gli Agenti della Polizia municipale incrociano mani e parole dolci per salutarlo. Noi, prudentemente, restiamo un passo indietro. “Prima dovrò fare le presentazioni”, mi aveva avvertito il suo conduttore. “Devo fargli capire che nonostante tu non porti la divisa e ti avvicini a me, lui può fidarsi. È tutto ok”. E così succede davvero. Maurizio mi stringe la mano e mi porta in un ideale cerchio di poche decine di centimetri che comprende lui stesso e il cane. È fatta. Dopo pochi secondi ed un’annusata veloce, capisco di essere stato schedato da Griso come persona non pericolosa – amico – posso rilassarmi. Infatti si accascia a terra cercando un tenero contatto tra le mie scarpe e il suo tronco. Tutto è ormai pronto. Oggi il programma prevede un servizio di pattuglia nell’area del mercato cittadino. Zona difficile. Qui puoi trovare un intero ventaglio di umanità: barboni, venditori abusivi, potenziali scippatori... e chi sa Dio. La squadra è già composta: Maurizio Ciccanti con Griso e l’Agente Fabrizio Rossi per la Polizia di Stato; l’Assistente Roberta Minguzzi, Giuseppe Dinapoli e Fausto Florenzano per il Comando di Polizia municipale. Sarà un’uscita doppia, polizia e vigili, nell’ambito di un progetto di collaborazione che porterà a creare le prime unità cinofile della Polizia municipale (vedi in proposito il box a parte). Si parte, quasi in parata (formiamo una colonna di tre auto: Vigili davanti, la nostra e quella della Polizia dietro), e sembra quasi di entrare nell’atrio di una sauna.

 

Un concentrato di VARIA UMANITÀ

Provo fin da subito una sensazione strana. Mi sento quasi scortato e immagino come debbano sentirsi le persone che lo sono davvero, ogni giorno. Contemporaneamente, però, prevale quasi un senso di sicurezza. Lo stesso che, forse, provano molti nel vedere passare un agente in divisa. Appena scesi dalle auto, capisco che la sensazione provata non è solo mia. I ragazzi si schierano quasi a ventaglio: Griso al centro, e gli altri ai lati. Sbucano i primi sguardi. Non capita tutti i giorni vedere cinque tra poliziotti e vigili camminare tra le bancarelle, seguiti a ruota (e a debita distanza) da un fotografo armato di attrezzatura fino ai denti e un giornalista con penna e taccuino in mano. Qualcuno sorride. Altri cercano invano di accarezzare Griso. “Come si chiama? Ma lo sa che anch’io ho un Rottweiler...” attacca un uomo dalla faccia come una forma di pane abbrustolito. Mi scusi, c’ho da lavora'lo blocca subito Maurizio. E così tocca a me discutere per dieci minuti di Rottweiler, di taglia, comportamento e psicologia sotto un sole che sembra essere stato rubato al Sahara. “Comprerò la sua rivista...”. Grazie... E che Dio ti benedica!

Dopo appena dieci minuti il lavoro dei ragazzi entra nel vivo. Basta vederli lontano 50 metri che nugoli di extracomunitari con sacchetti pieni di vestiti, cd musicali o altro – tutto abusivo e “taroccato” – si disperde come uno sciame di mosche al passare di una mano. Qualcuno corre in mezzo alle bancarelle, altri cercano una via di fuga verso i giardini, poco più in là. “Lo vedi?” mi dice Maurizio? “Basta solo che ci vedano. Se non ci fosse stato Griso oppure ci fossero stati altri, probabilmente avrebbero difeso fino ai denti il loro posto”. Lotta di centimetri. Stare in un certo punto del mercato significa avere visibilità, e quindi potenziali clienti. Il dover sparire, col rischio che la merce venga sequestrata, invece, è un danno economico grave. “Una sera mi hanno accerchiato in venti”, va avanti Maurizio. “Io non ho fatto altro che mettere in attenzione il cane. Poco dopo erano tutti con la faccia contro un muro, guardati a vista da Griso che andava avanti e indietro come una sentinella”. Passa un’ora e la scena è pressoché la stessa. Anche tra gli stessi venditori c’è tensione. Ad un certo punto scatta un diverbio. I ragazzi della Municipale contengono a fatica le ire di qualcuno che ha qualcosa da ridire. Probabilmente proprio sugli extracomunitari che convivono poco pacificamente con loro. Le acque si calmano presto. Fa troppo caldo anche per lasciare che i nervi scattino.

 

La fantasia al potere: l’ARTISTA

Sono ormai le quattro del pomeriggio. I ragazzi della Municipale hanno già sequestrato un paio di sacchetti di plastica con cd, vestiti e altro. Si cerca però tra i cespugli, i cassonetti, dovunque. Nella fuga precipitosa qualche venditore abusivo ha probabilmente abbandonato la merce per poi andarla a prendere con calma. È a questo punto che tocco con mano fino a dove può spingersi la fantasia di chi si vede sequestrato il bottino. Un uomo di colore si avvicina al nostro gruppetto. “Sono un artista”, esordisce. “Quei vestiti servono per una sfilata di moda africana”. Dopo pochi minuti, a fronte di risposte irremovibili, aggiunge: “Me li ha dati un mio amico” e poi ancora una serie di invenzioni per cercare una scappatoia. Griso, intanto, ha la lingua che tocca quasi per terra. Di solito questo tipo di servizi viene fatto di mattina presto o durante la sera e la notte. Probabilmente ci avrà maledetto. Ma resta in ogni caso in guardia. Accanto a Maurizio, tiene d’occhio l’intera scena. Quell’uomo non è un amico. Non porta la divisa e per lui resta un estraneo. Da valutare con attenzione. La disputa si chiude dopo qualche decina di minuti: merce sequestrata e basta. Le fantasia non ha potere, in questo caso. “Accidenti, però. Questi qua saranno sì degli abusivi ma in fondo non rubano” commenta uno dei ragazzi. E conclude: “Ma la legge parla chiaro e noi dobbiamo farla rispettare”.

 

EPILOGO: le coccole a Griso

Il servizio di pattuglia è ormai finito. Siamo tutti quanti sfatti dal sudore, cane compreso. Oggi, per fortuna, non è successo niente di grave. Restano tuttavia i sorrisi di bambini e adulti a vedere Maurizio e Griso sfilare tra le bancarelle che stanno ormai sgombrando, e indirizzarsi verso la macchina. Da questo è facile capire perché Giovanni Ercolino, il responsabile del reparto Sicurezza della Polizia municipale, stia proponendo con tanta passione il progetto di creare le prime unità cinofile anche per i vigili. Perché la gente ha bisogno di sentirsi sicura, e un agente con un cane addestrato al fianco, pronto ad intervenire di fronte a qualsiasi caso di microcriminalità, dà un senso di protezione e lo rende quasi più umano; un grande amico che è lì perché tutto scorra nella normalità. “Lo sai che ’me tocca, ora?” conclude Maurizio. “Ogni giorno devo mettermi lì con Griso a fargli le coccole sulla testa e grattargli la pelle dietro le orecchie. È un modo per ribadire il legame tra di noi e la mia autorità. Sì, perché io non sono e non voglio essere il padrone di Griso(ufficialmente il cane, come tutti quelli che operano da cani poliziotto, appartiene al Corpo della Polizia di Stato). Sono e voglio essere il suo leader”. E mi racconta di come si è conquistato la sua fiducia, di come lo ha fatto uscire dall’ombra della sua difesa contro tutto e tutti. Ora Griso è un altro cane, quasi prossimo alla pensione. Ha le zampe segnate dal lavoro e il muso quasi stanco. Non solo per il caldo. Sembra quasi dire: “Ok, vengo, però preferirei starmene in canile”. Ed in canile ci arriva quando ormai sono passate le sette. Una girandola d’acqua che innaffia un fazzoletto di prato a fianco delle gabbie, si trasforma subito in una doccia provvidenziale. Il cane si struscia sull’erba bagnata, accenna a rotolarsi. La giornata per lui è finita. Lo aspetta la gabbia in compagnia degli altri cani che sono pronti a riprendere il lavoro l’indomani. La città scivola veloce nella sera. Probabilmente altri extracomunitari sbucheranno fuori con le loro masserizie, o qualche piccolo delinquente troverà il modo di fare anch’esso giornata. Ma di questo ci si penserà domani. Per oggi basta.Buonanotte Agente Griso. E grazie. Grazie di tutto.


La direzione di Molossi ringrazia di cuore la Polizia di Stato, il Comando della Polizia Municipale, senza l’aiuto dei quali non si sarebbe potuto realizzare questo servizio e tutti quelli che ne hanno permesso la realizzazione.