1° semestre 2011 con il Griso Club
Belinda Albertini Jaky Meticcio 18 mesi
Marco Magni Zeus Bovaro del Bernese 11mesi
Ho sempre avuto dei cani e nella mia beatitudine pensavo di sapermela cavare, di saper gestire un “4zampe”, non come un professionista s’intenda, ma nel mio piccolo non avevo mai avuto grossi problemi…almeno fino all’arrivo di Jaky, un bel cucciolo di razza incerta preso a 4 mesi da un canile. Timido, un po’ schivo con gli estranei, Jaky aveva bisogno di ambientarsi nella nuova casa, e ci siamo riusciti, ha un bel giardino da godersi, ma come in tante cose è solo giorno dopo giorno che, dettaglio dopo dettaglio, il quadro si fa più preciso, Jaky nella sua breve vita doveva già averne passate un bel po’: con la scopa è un ringhio continuo, scappa dall’aspirapolvere, è terrorizzato dai botti, ha paura perfino del piumino per la cipria. Con noi è buonissimo, anzi forse è troppo assillante, ci cerca in continuazione, non ci lascia mai soli, in una parola: controlla; lavoriamo tutto il giorno e siamo a casa solo la sera, sarà forse solitudine, gli servirà mica più compagnia? Abbiamo la possibilità e decidiamo di trovare un compagno di giochi e alla famiglia si aggiunge Zeus, un cucciolo di Bovaro del Bernese di appena 2 mesi. Incrociamo le dita pensando a come Jaky possa accogliere il nuovo arrivato, lui invece ci sorprende, diventa come una madre, lo lecca, lo coccola, gioca e con noi diventa meno insistente.
Intanto in tempo passa, Jaky cresce e forma il carattere, dopo il primo anno, il patatrac: ad una festa di paese, nel mezzo delle tavolate, Jaky inizia ad agitarsi e da in escandescenze arrivando ad attaccare alla gola la cameriera, che per fortuna manca di un soffio. Ok, abbiamo ufficialmente un problema. Non mi sembra di avere commesso errori nell’educazione, mi sono comportata come con i miei cani precedenti…eppure…non voglio prendere in considerazione l’idea di riportarlo in canile, però ho bisogno di una mano, non so veramente cosa posso fare.
Tramite un’amica contattiamo un educatore cinofilo, tale sig.“F“, esponiamo il problema, vede il cane ed il suo comportamento, e il miglior consiglio che riesce a partorire è: “educhiamo il piccolo, tanto faranno branco e, visto che tra cani comunicano meglio che tra uomo e cane, probabilmente migliorerà. Per il momento lasciatelo in giardino perché per lui uscire è uno stress”. Un po’ strano come piano educativo, ma l’esperto fino a prova contraria era lui; abbiamo fatto solo alcune lezioni che poi si sono interrotte per problemi personali sia nostri che dell’esperto. Nel frattempo stiamo cambiando casa, e visto che piove sempre sul bagnato, ci troviamo fuori di casa, ospiti da mia suocera insieme ai cani. Intanto Jaky peggiorava, al guinzaglio tirava di continuo, era diventato rissoso alla vista di altri cani e passanti. Un secondo amico ci parla di una ragazza che ha avuto un problema molto simile, il suo cane compiuto l’anno di vita, aveva cominciato ad attaccare altri cani. Questa ragazza ha risolto il problema con l’aiuto di un educatore, tale sig.”M”, che da Toscanella di Dozza correva a Ferrara per darle lezioni private; decidiamo di contattarlo, descriviamo la situazione aggiornata dal fatto che siamo momentaneamente e a tempo indeterminato fuori di casa, e ci consiglia di ricontattarlo più avanti quando la nostra situazione casa è sistemata in modo che possa vedere il cane dopo il suo nuovo ambientamento. E il tempo passa, e Jaky non migliora di sicuro. Passano diversi mesi prima che un altro amico ci parli del Griso Club, anche lui ha una cagnetta della stessa età di Zeus che gli da qualche grattacapo, decidiamo di informarci e partecipiamo ad una presentazione dell’associazione alla vigilia dell’inizio dei nuovi corsi.
Il Griso è un’associazione rivolta all’educazione del padrone e non del cane, da subito hanno sottolineato quest’aspetto, perché quello che vogliono è attivare il padrone a comprendere i comportamenti del cane, piuttosto che convincerci che il nostro cane è educato perché esegue movimenti che gli abbiamo insegnato. Il Griso Club perciò è per molti, ma non per tutti; serve attivazione mentale, è il padrone che è parte attiva, quindi chi non vuole mettersi in discussione stenterà ad avere risultati perché il cane non può fare tutto da solo. Come con un amico, il rapporto col proprio cane va costruito, si costruisce con la comprensione e la collaborazione e non con l’imposizione o il comando fine a se stesso…l’amicizia va guadagnata, occorre lavorare, occorre attivazione mentale.
Ho portato sia Jaky che Zeus, e per loro (i loro padroni intendo) è stato fatto un lavoro individuale, perché è vero che il cane è un animale sociale e fa branco, ma prima di tutto è un individuo e deve saper rispettare le regole del gruppo; quindi se un cane ha bisogno di essere richiamato a delle regole, il padrone deve prontamente intervenire, in che modo? Direttamente e immediatamente, senza quei ragionamenti di branco, del sig.”F”, o aspettiamo che la situazione si stabilizzi, del sig.”M”, che mi erano stati fatti da altri “educatori“.
P.S. il corso ora è finito, abbiamo fatto l’esame di primo livello e l’abbiamo superato...tutti e quattro...e per Jaky in particolare abbiamo provato una soddisfazione enorme. Abbiamo fatto tantissimi progressi dal quel giorno, la prima lezione, in cui Jaky, bava alla bocca, era incontenibile e ha addirittura “pizzicato” il Presidente, Maurizio; ora andiamo a spasso tra la gente senza spargere terrore, e niente farebbe sospettare un passato così turbolento di Jaky.
P.P.S. recentemente ne ho sentito di tutti i colori sul conto del Griso Club...non riesco a capire come la gente possa sognarsi di dire certe castronerie...se hai letto fino qui, probabilmente ti starai informando se questa Associazione è seria e se può fare al caso tuo, e la mia esperienza ti ha perlomeno interessato. Bene, allora ti dico anche che sentirai parlare molto male del Griso, e per quanto ho potuto vedere e toccare con mano, sono tutte “leggende metropolitane”. Ti ripeto: IL CORSO È FATTO SUI PADRONI (che poi otterranno un risultato attraverso un diverso comportamento del cane), quindi se non sei disposto a metterti in gioco, a vedere criticato il rapporto col tuo cane, bhè allora il corso forse non è per te, perderesti tempo tu, noi e l’associazione, e forse potresti alimentare proprio queste leggende che sto sentendo. Perchè scrivo questo, perchè fa male veder screditare il lavoro di queste persone, che con tanta passione e professionalità, si mettono al tuo servizio.
Belinda Albertini
Marco Magni
LETTERA FIRMATA
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